Elogio funebre di Alberto

Un mese fa, durante quest’ ultimo ricovero Nora ci scriveva:

Al giorno d’ oggi il termine rete viene utilizzato in contesti diversi, è molto “fashion”, tutto è net. Se è net è internet, modernità, avanzamento, tecnologia. Ma io ho proprio pensato alla rete di protezione dell’ acrobata, perché ho capito che questa rete poco “smart”, ma molto, molto utile mi veniva stesa sotto le mie difficoltà e man mano le maglie venivano avvicinate per non farmi cadere. Tutti hanno partecipato a questa protezione: mio marito, i miei figli, mia sorella, nipotini e nipotine, le mie amiche, i miei amici ed i medici. Tutti si sono coalizzati nello sforzo di non farmi cadere, di non lasciarmi mai sola. E’ stato uno sforzo collettivo di sostegno incredibile.

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Elogio funebre di Miriam

Le qualità di mia mamma erano innumerevoli. Vorrei ricordarne oggi tre.

La prima è la modestia. La mamma non  cercava la visibilità ma preferiva lasciare altre persone al centro dell’attenzione restando sempre presente ma tributando onore e rispetto agli altri.

La seconda è la dedizione agli alri. La mamma ha sempre dimostrato attenzione verso tutte le persone cha ha incontrato durante il suo cammino. Si avvicinava agli altri con vero interesse e desiderio di conoscere, un’empatia che non cercava di rendere l’altro simile a se ma di comprenderlo e di capirne le vere necessità. Continua a leggere

Elogio funebre di Emanuele

Vorrei parlare di una caratteristica paradossale della Mamma.

La mamma “ascoltava tutto, ma non sapeva mai niente”.

“Ascoltava tutto” perche’ era capace di ascoltare le persone che le erano attorno, sapeva capirle, era profondamente empatica. Per me, e per molti altri, era un punto di riferimento. Una persona con cui confidarsi, da cui ottenere un consiglio. Simile alla figura mitologica dello “Tsadik”, il giusto, a cui ci si rivolge in caso di difficolta’, o anche solo per ottenere un incoraggiamento. E proprio come lo “Tsadik”, la mamma era retta, impeccabile. Non accettava sotterfugi, scuse, o scorciatoie. Non si lamentava mai. Continua a leggere

Un ricordo di Lucia Bolognini

Il tempo scorre veloce, penso spesso a Nora, i miei pensieri sono tanti, affollati nella mia mente e ho difficoltà a tradurli in parole. La rivedo sorridente quando accompagnava Emanuele e Miriam dalla nonna Ada, quando affannata con la sua citroen usciva dal garage per correre al lavoro (lei insegnante, i figli alunni nella stessa scuola).
Ancora ho vivo il ricordo del suo viso soddisfatto quando riuscì a convincere il marito a frequentare un corso serale di ballo liscio e la sua sincera contentezza quando la sorella Anna ritornò a vivere a Milano dopo essere stata per alcuni anni a Torino.
E poi l’amore e l’orgoglio con cui mi parlava dei figli o mi mostrava le foto dei nipoti.
La semplicità con cui mi raccontò della sua malattia.
Non sono una sua parente nel senso stretto della parola ma quando stavo con lei o la sentivo al telefono mi sentivo parte della sua vita, della sua famiglia.
Riusciva a condividere con gli altri ciò che a lei stava più caro, se avvertiva che qualcuno aveva bisogno di qualcosa e lei poteva aiutarlo interveniva, lo aiutava silenziosamente, con molto garbo sia che si trattasse di un parente, un amico, un suo studente o semplicemente un conoscente.
Il tempo scorre è vero ma Nora é entrata nel mio cuore con la sua regale discrezione ed io custodirò sempre con affetto il suo dolce ricordo.

Lucia

Un ricordo di Monica

p6290071.jpgHo conosciuto Nora ed Anna nell’autunno 2006 in occasione della loro visita a Prato per incontrare la mia mamma, unica testimone rimasta delle due famiglie fiorentine che avevano nascosto e salvato i loro nonni paterni e i loro prozii nel 1943-‘44.

Forse a seguito di quella visita nacque in loro, o forse era già presente, il desiderio di  un gesto tangibile di riconoscenza verso le persone che con coraggio, avevano aperto la loro casa a chi si trovava in pericolo. Fecero piantare in Israele un giardino di 200 alberi in onore delle due famiglie e nel 2014 fummo invitati a Milano alla consegna dell’attestato.  Purtroppo la mia mamma era già mancata due anni prima, ma  per me fu un momento molto emozionante , condiviso con la mia famiglia. Ho rivisto Nora ed Anna anche l’anno successivo e ci siamo tenute in contatto in vario modo;  rimpiango di non averla potuta frequentare più a lungo, ma conservo il ricordo di una persona generosa e disponibile verso gli altri.

Monica Lemmi

Un ricordo di Giorgio

Le nostre famiglie Foà\Lancieri e Mortara sono state legate da vincoli di amicizia a cominciare dai nostri nonni di cui ho anch’io molti ricordi soprattutto legati a via Jomelli dove c’era la casa di riposo  che hanno gestito per molti anni. Paolo lanceri e mio zio Amedeo zl” nel 38 furono mandati entrambi in Svizzera a terminare il liceo. Si conobbero al politecnico di Losanna studenti in ingegneria chimica e da allora continuarono a vedersi nei famosi venerdì in piazza Cadorna. Lia ed Eugenio zl” si conoscevano dalla nascita hanno collaborato per l’aiuto ai rifugiati ebrei nel periodo delle leggi razziali. Si rifugiarono anch’essi in Svizzera dove conobbero i rispettivi futuri sposi.

Quando eravamo ragazzi Nora era la sorella piccola di Anna, aveva la stessa età di Franca, mia sorella. I nostri rapporti si sono intensificati quando Nora ha conosciuto Alberto con quale era amico e condividevamo gli stessi interessi e partecipavamo alle attività della FGEI. Dopo il matrimonio oltre alle gite in montagna abbiamo condiviso l’esperienza della crescita dei figli; Emanuele e Simone hanno la stessa età mentre Miriam era poco più piccola di Silvia. Abbiamo cominciato a condividere idee e situazioni a discutere i problemi relativi alla vita ebraica e all’educazione dei figli trovando una sintonia di impostazioni e, pur nella diversità dei nostri 4 caratteri e storie personali, stavamo bene assieme. La passione della montagna e dei viaggi ha mantenuto salda la nostra amicizia e, se per qualche tempo non ci si vedeva regolarmente, quando ci incontravamo riprendevamo a parlare e a discutere come se ci fossimo visti il giorno prima. Continua a leggere

Piccole storie di famiglia (soprattutto per i nipoti)

Nora ed io abbiamo avuto la fortuna di godere di due nonne speciali: nonna Ida e nonna Ada. I nomi non sono di fantasia, si chiamavano davvero  così.

Nonna Ida – la mamma del vostro bisnonno Paolo – era sposata con nonno Berto. Quando è finita la guerra, purtroppo ormai senza lavoro in Italia, hanno deciso di trasferirsi negli Stati Uniti. A New York hanno trovato un appartamentino in un  caseggiato grigio, ben diverso dall’abitazione cui erano abituati a Trieste e dalla villa di campagna ad Opicina. Ma anche in America Ida ha saputo crearsi delle amiche ed in particolare una simpatica signora giapponese che le ha insegnato nuove forme di origami. Ida è diventata bravissima e Nora… altrettanto! E non solo a creare con la carta oggetti e animali per piccoli e per grandi… Anche nell’impegno nello stabilire buone relazioni e nel coraggio nell’affrontare le difficoltà. Continua a leggere

Un ricordo di Roberto

noraQuesta foto di Nora è uno dei più bei ricordi che vorrei condividere con tutti quelli che l’hanno conosciuta. Allegra, disponibile, senza mai far sentire agli altri l’angoscia della sua malattia (l’immagine è del Settembre dello scorso anno,  quando il male era già ben presente anche se la speranza rimaneva …). Con Nora ci conoscevamo da una quarantina d’anni e la sua amicizia, assieme a quella di Anna sua sorella, era diventata negli ultimi anni ancora più importante per me visto che, dopo la morte della mia prima moglie, con affetto e discrezione le sorelle Lancieri mi avevano fatto capire, a me sempre un poco sulle nuvole e troppo ingenuo, la grande simpatia di una mia amica d’infanzia con la quale ora sono sposato ed al cui matrimonio naturalmente Nora è stata la nostra testimone. Continua a leggere

Un ricordo di Rosanna

La Prof. Nora Lancieri?! Nora era ben più che una prof!

Nora: l’amica che ho più stimato ed ammirato: intelligente, saggia, equilibrata, positiva, leale. Questo lo sanno tutti, ma anche ricca di fantasia e di una incredibile capacità di ascoltare senza giudicare e senza dare consigli non richiesti. E anche di darli, se richiesti. La sua capacità di osservare ma tacere, non commentare. Con tutti, con le amiche, con gli studenti, con i colleghi, con la collaboratrice domestica, a tutti i livelli. Capace di adattarsi e adeguarsi a tutti e a tutte le situazioni, aveva sempre un atteggiamento minimalista e modesto verso se stessa ma di ammirazione per gli altri. Tutto per lei era bello: ricordo i suoi occhi quando guardava le montagne e la natura. Era curiosa di tutto: della vita, degli altri, delle cose, degli avvenimenti.

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Un ricordo di Anna Rota

Con Nora , venendo via da Milano, avevo perso i contatti ma ne avevo spesso notizie da una comune amica e l’ avevo rivista proprio in sua compagnia , forse un paio d’ anni fa. Una bella giornata trascorsa assieme, con tanti ricordi e l’ avevo ritrovata ( dopo tanti anni!!!) tale quale nei miei ricordi di adolescenza…  perché sono soprattutto quelli, che ho di lei.

Ricordi lieti: uno in particolare lo voglio condividere perché voi sappiate com’ era schietta e diretta. Una volta -avremo avuto quindici anni- eravamo insieme a sciare a Madesimo e lei vedendo che restavo sempre indietro, si fermò e mi disse: “ Senti, io ti ho osservata un po’, e non scii meno bene di noi. Sai una cosa? Vai avanti tu”. Da quel momento ho acquistato sicurezza e non più avuto paura. Perché prima, quando ero in compagnia,  ero sempre rimasta indietro…. L’ho sempre ricordata così: come l’ amica che, senza tante frasi ricercate, aveva avuto l’intuizione felice ( e soprattutto l’attenzione umana) per sbloccarmi.

So che era circondata dall’affetto di una bella famiglia.; spero che sia loro di consolazione sapere che ha seminato un ricordo grato e sereno. So che era molto religiosa. Per lei ho pregato l’ unico Dio che conosco, ma che fermamente credo sia lo stesso per tutti.